Ricerca per l'innovazione della scuola italiana
Carcamento contenuti...

Sezione 3 – Gli anni Trenta: il consolidamento del regime

Il giuramento di fedeltà al regime, obbligatorio per l’intero corpo docente di ogni ordine e grado dal 1931, è emblematico di un sistema scolastico che è indirizzato sempre più fortemente al servizio del fascismo. In questa fase il regime, nel quadro dell’omogeneità scolastica già parzialmente introdotta dalla Riforma Gentile, rafforza la propria presenza nelle aule sia a livello architetturale (sono gli anni in cui sorgono, in tutto il territorio nazionale, i nuovi edifici scolastici di stile razionalista), sia con i simboli del regime stesso che affiancano il crocifisso e il ritratto del Re; sia con l’introduzione del calendario fascista, sia con l’iconografia fascista che inizia ad apparire con costanza anche su pagelle, diari, quaderni, libri scolastici e letteratura per l’infanzia.

L’attività sportiva accentua i suoi caratteri militari sino a giungere a vere e proprie ‘parate’ come è possibile vedere dalle fonti iconografiche di questa sezione.

Tutto ciò contribuisce a rafforzare la costruzione antropologica dell’‘uomo nuovo’ che nel canale educativo trova uno dei luoghi di maggior forza propulsiva, anche grazie all’ausilio delle nuove tecnologie che iniziano ad entrare massivamente nelle aule scolastiche (radio e cinema).

A partire dall’anno scolastico 1930-1931 è introdotto il Testo Unico di Stato per le  classi delle scuole elementari attraverso il quale si esercitava un controllo diretto sull’insegnamento. Il Testo unico si è infatti rivelato uno dei più validi strumenti di diffusione dell’assetto ideologico del fascismo presso i bambini in età scolare.

È sotto il regime che la scuola conosce una parziale modernizzazione che si concreta, fra le altre cose, nella nascita, nel 1933, della Radio Rurale, ufficializzata il 14 luglio dello stesso anno. La radio, uno dei principali mezzi di comunicazione per la diffusione della propaganda fascista, è donata o acquistata dalle scuole che si collega allo strumento con un altoparlante attraverso il quale è possibile ascoltare i discorsi del duce e i racconti delle sue gesta.

La radio, in definitiva, diviene la voce ufficiale dello Stato e del suo capo.

 

Bibliografia

Mauro Forno, Informazione e potere: storia del giornalismo italiano, Roma-Bari, 2012

Gianni Isola, Abbassa la tua radio, per favore… Storia dell’ascolto radiofonico nell’Italia fascista, Firenze, 1990

Simona Salustri, Orientare l’opinione pubblica. Mezzi di comunicazione e propaganda politica nell’Italia fascista, Milano, 2018

 

Note alle immagini

3.1

Copertina e quarta di copertina di quaderno scolastico, 1932-1933.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.2

Copertina de «Il libro della II classe», anno 1936. I tre elementi del fascismo: alunno in divisa da Figlio della Lupa tiene in mano il moschetto da una parte e il testo unico dall’altra.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

3.3

«L’Aratro e la spada. Letture per la III classe dei centri rurali», anno 1941.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

3.4

«Il libro della V classe elementare. Letture», 1941.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

3.5

«Libro della III classe elementare», 1938.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

3.6

«Il libro della II classe delle scuole dei centri rurali», 1941.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

3.7
Giovinazzi, «Per l’Italia e per la mamma», Firenze, Marzocco, 1938.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

3.8.1

«Libro di lettura per la II classe delle scuole dei centri urbani», 1941.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

3.8.2

Storiella ad uso propagandistico contenuta ne «Libro di lettura per la II classe delle scuole dei centri urbani», 1941. Il 18 dicembre 1935 il regime chiama gli italiani a donare il proprio oro alla Patria. Dopo le sanzioni a danno dell’Italia da parte della Società delle Nazioni, in seguito all’invasione ingiustificata, perché d’aggressione e non di difesa, dell’esercito italiano contro quello etiope, Mussolini orchestra la giornata ad uso propagandistico a favore della guerra e delle truppe italiane in Africa. Le sanzioni vietano l’esportazione all’estero di prodotti italiani e proibiscono all’Italia di importare materiali utili allo sforzo bellico. La raccolta dei metalli richiesti ai cittadini e alle cittadine sarebbero stati utilizzati per sostenere i costi della guerra e a ribadire la fedeltà patriottica che gli italiani mostrano verso la nazione . “L’Italia deve fare da sé”, al termine della storiella, richiama il principio autarchico che l’Italia mussoliniana doveva perseguire per diventare una grande, auto-sufficiente, potenza mondiale.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

3.9

Diario scolastico, 1942.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.10

Diario scolastico, 1936.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.11

Diario scolastico, 1941.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.12

Raccoglitore di componimenti illustrati per la Radio Rurale, scuola “Via Codelli”, classe V elementare, Gorizia, anno 1937/1938.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.13

Allieve intente a utilizzare l’apparecchio radiofonico. Fotografia contenuta nel raccoglitore intitolato «La Radio per l’Educazione fascista», scuola elementare di Reggio Emilia, 1936-1937.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.14

Alunne e maestra in divisa davanti alla radio rurale omaggiata con il saluto romano. Scuola elementare di Reggio Emilia, 1936-1937.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.15

Storiella contenuta ne «L’aratro e la spada. Letture per la III classe dei centri rurali», 1941. Storiella che compendia la propaganda della radio ad opera del regime.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

3.16.1

«La radio nella scuola», scuola primaria, Gorgo al Monticano (Treviso), 1936. Disegno scolastico, seconda metà anni Trenta.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.16.2

Quaderno «La radio nella scuola», scuole elementari di Vignola (Modena), 1936-1937. Breve storia della radio nello scritto di un alunno, seconda metà anni Trenta.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.16.3

Grafico illustrato,”Manifestazioni radiofoniche” tratto dal quaderno «La radio nella scuola», scuole elementari di Vignola (Modena), 1936-1937.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.16.4

“La nostra radio”, composizione scritta tratta dal quaderno «La radio nella scuola», scuole elementari di Vignola (Modena), 1936-1937.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.16.5

Maestra e allieva: due voci celebranti la radio nella scuola. Dal quaderno «La radio nella scuola», scuole elementari di Vignola (Modena), 1936-1937.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.17

Esercitazione di canto corale ascoltato durante la radiotrasmissione del giorno 6 marzo 1937. Quaderno “La radio per l’educazione fascista”, prodotto dalle scuole elementari di Reggio Emilia, 1937.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.18.1

Componimento illustrato contenuto in “Relazioni di audizioni radiofoniche”, classe V elementare di Cuorgné, Torino, 1936-1937. Il disegno in basso richiama i soldati-allievi che giurano fedeltà al Duce e al tricolore.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.18.2

Riassunto di una trasmissione radiofonica contenuto in “Relazioni di audizioni radiofoniche”, classe V elementare di Cuorgné, Torino, 1936-1937. I temi di queste radiotrasmissioni variavano per epoca storica ma tutti erano diretti a magnificare il passato che proseguiva nel presente grazie al fascismo che aveva reso l’Italia di nuovo potente e gloriosa. Seconda metà anni Trenta.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.18.3

Componimento di un’allieva al termine dell’ascolto di una trasmissione radiofonica. Quaderno “La radio per l’educazione fascista”, prodotto dalle scuole elementari di Reggio Emilia, 1937.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

3.19

Illustrazione interna contenuta in «L’aratro e la Letture per la III classe dei centri rurali», 1941.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

3.20

Alunni assistono a una proiezione cinematografica della scuola complementare “Giovanni Migliara”, Alessandria, fine anni Trenta. Nel 1925 nasce L’Unione Cinematografica Educativa, nota con l’acronimo L.U.C.E. Questo istituto, i cui cinegiornali erano proiettati obbligatoriamente in tutte le sale cinematografiche a partire dal 1926, rappresenta, insieme alla radio, uno dei più efficaci mezzi di comunicazione di massa impiegati dal regime per far penetrare la sua voce anche nei momenti di svago o comunque deputati ad attività extra-scolastiche.

Archivio storico Indire, Fondo fotografico

 

 




Testo
Ingrandisci
3.1
Ingrandisci
3.2
Ingrandisci
3.3
Ingrandisci
3.4
Ingrandisci
3.5
Ingrandisci
3.6
Ingrandisci
3.7
Ingrandisci
3.8.1
Ingrandisci
3.8.2
Ingrandisci
3.9
Ingrandisci
3.10
Ingrandisci
3.11
Ingrandisci
3.12
Ingrandisci
3.13
Ingrandisci
3.14
Ingrandisci
3.15
Ingrandisci
3.16.1
Ingrandisci
3.16.2
Ingrandisci
3.16.3
Ingrandisci
3.16.4
Ingrandisci
3.16.5
Ingrandisci
3.17
Ingrandisci
3.18.1
Ingrandisci
3.18.2
Ingrandisci
3.18.3
Ingrandisci
3.19
Ingrandisci
3.20