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Sezione 4 – La guerra d’Etiopia e la fondazione dell’Impero fascista

Nell’ottobre del 1935 l’Italia dichiara guerra all’Etiopia sferrando un attacco militare che, nel maggio del 1936, porterà alla sconfitta delle forze etiopi guidate dal negus Hailé Selassié. L’esercito coloniale italiano ottiene la vittoria anche facendo un uso massiccio di gas asfissianti, bombardando interi villaggi e praticando gli spostamenti forzati dei civili etiopi. La guerra italo- etiopica, preceduta da una formidabile operazione di propaganda, è l’esito di una coerente politica di potenza del regime fascista che rivendica il primato dell’Italia nel contesto politico europeo e nel bacino del Mediterraneo.

Questa sezione è dunque dedicata a illustrare i momenti in cui la propaganda fascista si struttura, in forme dirette e indirette, in immagini destinate ai fanciulli. La campagna d’Etiopia rappresenta un punto di svolta nella storia del fascismo perché quanto riflettuto dai teorici della razza in merito alle popolazioni delle colonie costituisce il prodromo delle teorie etno-razziali estese in seguito anche alla popolazione ebraica presente nella Penisola.

I manuali scolastici e i testi di letteratura per l’infanzia riflettono questo assetto ideologico; pertanto si potranno vedere nelle fonti che presentiamo giovani Balilla ricollocati nel contesto esotico africano che insegnano ai sudditi i ‘valori’ del fascismo, considerati espressione di una civiltà superiore. E ancora: la costruzione di ponti, dighe, strade etc., simboleggianti il progresso tecnologico dell’Occidente che provoca benefici nei territori assoggettati.

La politica della razza inaugurata nell’Impero prevede misure normative a difesa della purezza razziale: sono provvedimenti volti a separare nettamente gli italiani dagli indigeni. È la legge del 19 aprile 1937 sul meticciato a definire questo regime di segregazione razziale: secondo quel decreto un cittadino italiano dell’Impero non può formalizzare rapporti di tipo sessuale con indigene né tanto meno riconoscere la prole nata da questi rapporti (per forza di cose clandestini). Né ancora la popolazione maschile locale può avere rapporti con italiane.

 

Bibliografia

Olindo De Napoli, La prova della razza: cultura giuridica e razzismo in Italia, Firenze,2009

Angelo Del Boca, Gli italiani in Africa Orientale – IV. Nostalgia delle colonie, Milano, 2001

Nicola La Banca, Oltremare: storia dell’espansione coloniale italiana, Bologna, 2007

 

Filmografia

Etiopia 1936. Alla conquista dell’impero, documentario, 2005

If Only I Were That Warrior, di Valerio Ciriaci, 2015

Tempo di uccidere, di Giuliano Montaldo, 1989

 

Letteratura

Giuseppe Bottai, Quaderno Affricano, 1937

Ennio Flaiano, Tempo di uccidere, 1947

Indro Montanelli, Guerra e pace in AOI, 1937

 

Sitografia

La campagna di Etiopia, Rai Storia 

Paolo Jedlowski, Memoria pubblica e colonialismo italiano, storicamente.org

 

Note alle immagini

4.3

Copertina e quarta di copertina di un quaderno scolastico, fine anni Trenta. Rappresentazioni della popolazione indigena etiope che esibisce il saluto romano a testimonianza della fascistizzazione in atto nella colonia italiana.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

4.4

Copertina e quarta di copertina di un quaderno scolastico, fine anni Trenta. Il breve testo che fa seguito al titolo è di per sé già significativo: “Civiltà”. Qui si compendiano tutti gli elementi della propaganda coloniale orchestrata dal regime fin dai primi mesi dall’inizio delle operazioni belliche. L’Italia di Mussolini porta, in quanto potenza occidentale, “il benessere e la tranquillità e soprattutto la salute”.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

4.5

Copertina e quarta di copertina di un quaderno scolastico, fine anni Trenta. L’immagine rievoca la marcia e la presa della città etiope di Dessiè -15 aprile 1936- che ha preceduto l’entrata delle truppe italiane ad Addis Abeba, decretando la vittoria italiana sull’esercito di Halié Salassié e la conseguente fondazione dell’Impero fascista.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

4.6

“Il falco ha volato”, testo e immagine contenuti in «Letture. I libro della IV classe elementare», 1939. Il documento cita il battaglione degli àscari, ovvero soldati indigeni delle truppe coloniali italiane.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

4.7.1

Composizione scritta per mano di un alunno in occasione della commemorazione dell’annuncio che Mussolini fece agli italiani informandoli dell’inizio delle operazioni belliche in Etiopia. «Il quaderno della Patria», scuola elementare “E. Fischi”, Genova, Ottobre 1936-1937.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

4.7.2

Composizione scritta per mano di un alunno in occasione della commemorazione dell’annuncio che Mussolini fece agli italiani informandoli dell’inizio delle operazioni belliche in Etiopia. “Il quaderno della Patria”, scuola elementare “E. Fischi”, Genova, Ottobre 1936/1937.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

4.8.1

Copertina di un quaderno scolastico, fine anni Trenta. Il sintetico testo, “I conti da regolare”, porta la firma di Margherita S. Sarfatti, giornalista popolare durante il ventennio che ha dedicato al Duce una biografia, scritta in inglese e pubblicata nel 1925.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

4.8.2

“I conti da regolare”, quarta di copertina di un quaderno scolastico, fine anni Trenta. Il sintetico testo, porta la firma di Margherita S. Sarfatti, giornalista popolare durante il ventennio che dedicò al Duce una biografia, scritta in inglese e pubblicata nel 1925.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

4.9

Copertina e quarta di copertina di un quaderno scolastico, fine anni Trenta. Il fascismo viene ritratto sotto molti aspetti nella sua opera ‘civilizzatrice’ in terra africana. Qui è l’educazione scolastica in favore dei fanciulli indigeni a rappresentare la ‘bontà’ dei conquistatori in quanto portatori di istruzione e di progresso culturale.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

4.10

Copertina e quarta di copertina di un quaderno scolastico, fine anni Trenta. Sulla sinistra è riprodotta la carta geografica che segna e indica i confini dell’Africa Orientale Italiana. Sulla destra il disegno che illustra quella “Sottomissione” che dà titolo all’immagine. Il gerarca fascista in posizione di supremazia, l’indigeno in divisa fascista con il fez rosso e con il tricolore in mano, la popolazione china ai piedi del conquistatore, compongono il quadro di quel razzismo coloniale propagandato dal regime con crescente insistenza e capillarità all’indomani della fondazione dell’Impero.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

4.11

L’Africa coloniale nel giardino della scuola, scuola di Lendinara, Rovigo, anno 1937.  Nel cortile dell’istituto, le allieve disegnano il continente africano colorando di bianco le colonie fasciste di Etiopia ed Eritrea.

Archivio storico Indire, Fondo fotografico

 

4.12

Copertina di diario scolastico della V ginnasio in cui è riportato il messaggio di propaganda coloniale di Mussolini, anno 1938-1939.

Archivio storico Indire, Fondo materiali scolastici

 

4.13

Copertina del libro «Italia nostra. La conquista dell’Impero», 1939.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

4.14

Illustrazioni contenute nel frontespizio (a destra) e contro frontespizio (a sinistra) del libro «Italia nostra. La conquista dell’Impero», 1939.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

4.15

Testo e illustrazione contenuti in «Italia nostra. La conquista dell’Impero», 1939.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

4.16

Testo e illustrazione contenuti in «Italia nostra. La conquista dell’Impero», 1939.

Archivio storico Indire, Fondo librario

 

4.17

Alfabeto illustrato italiano-etiope denominato “L’alfabeto dell’Impero italiano”, contenuto in «Il Giornalino di Nonno Ebe», 6 dicembre 1936. La costruzione dell’Impero è passata non solo attraverso la conquista dei territori ma anche mediante l’immissione della lingua dei conquistatori imposta ai sudditi. Questo alfabeto era presente in ogni numero della rivista ed era ad uso anche di quei bambini italiani residenti in Etiopia che potevano così apprendere la lingua del posto nelle sue elementari espressioni di impiego quotidiano. Per quanto riguarda la fonte, Ebe era il nome d’arte di Ettore Boschi (1874-1955) che è stato l’autore di numerosi libretti, racconti e brevi romanzi destinati al pubblico più giovane fra cui il «Giornalino di Nonno Ebe» pubblicato fra il 1936 e il 1938.

Archivio storico Indire, Fondo librario




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