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Lombardo Radice e la scuola

Sono state inserite in questo categoria le fotografie che narrano del rapporto di Giuseppe Lombardo Radice con il mondo della scuola in tutti i suoi risvolti, quale insegnante nelle scuole secondarie, poi a Roma professore di pedagogia presso l’Istituto superiore di magistero e, dal 1923, direttore generale per l’istruzione primaria, incarico durante il quale, si occupò di elaborare i programmi per la scuola elementare¹.

A partire dagli anni Venti condusse la sua battaglia per il rinnovamento della scuola, pubblicando una serie di testi fondamentali quali Nuovi saggi di propaganda pedagogica (Torino 1922); Educazione e diseducazione (Firenze 1923); Accanto ai maestri (Torino 1925); Athena fanciulla (Firenze 1926); Scuole, maestri e libri (Palermo 1926); Saggi di critica didattica (Torino 1927); Il nostro Pestalozzi (Roma 1927). Opere che approfondivano ulteriormente la sua concezione di ‘scuola serena’, già teorizzata nel 1913 in Lezioni di didattica, e sempre più contraddistinta dalla centrale idea del ruolo attivo e critico dell’insegnante.

I programmi per le scuole elementari del 1923, in cui Lombardo Radice sottolineava quali centrali all’attività scolastica le attività espressive del bambino e la comunicazione tra insegnante e classe, risentirono dei rapporti intrapresi con le scuole rurali dell’Agro Romano, le scuole ticinesi di Maria Boschetti Alberti e con la scuola della Montesca visitata per la prima volta nel 1915, esperienze educative che illustrò al grande pubblico nel suo Athena Fanciulla (1925). Nel fondo si trovano le testimonianze fotografiche che documentano i rapporti e gli incontri del pedagogista con quelle realtà rurali, oltre che fotografie di documentazione delle esperienze educative là svolte, da lui raccolta. Nei soggetti fotografici si può riconoscere quella campagna indicata dal Lombardo Radice quale luogo privilegiato di formazione per eccellenza, in cui era possibile svolgere una didattica che formasse i giovani in libertà e armonia, e in cui fondare una Scuola, non destinata più solo ai contadini, ma capace di fornire indirizzi utili da seguire anche nell’insegnamento nelle scuole urbane.

Il coinvolgimento di Lombardo Radice nel contesto di un esperienza pedagogica quale quella della Montesca, e le forme che portarono alla sua visita a Città di Castello derivano dalla sua partecipazione all’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia (Animi), di cui Leopoldo Franchetti era presidente e Lombardo Radice consigliere fin dalla sua fondazione nel 1910, dando largo impulso alla diffusione dell’istruzione popolare e alla lotta contro l’analfabetismo. L’idea di privilegiare una ‘scuola pratica’ nasce e si sviluppa quindi per Lombardo Radice proprio grazie all’esperienze di conoscenza diretta con le scuole rurali e della Montesca, da cui elabora i principi della sua didattica intesa quale esperienza attiva sia del maestro che dell’alunno.

La visione pedagogica di Lombardo Radice, rifletteva sulla creazione di una scuola in cui lo spirito infantile potesse liberamente manifestarsi e la creatività non fosse ostacolata né soffocata dagli adulti, secondo il mito della ‘scuola serena’ teorizzato dal pedagogista siciliano, ovvero un «modello di scuola nuova o attiva in cui al centro si trovano l’attività del bambino, ma anche il maestro come quale sollecitatore dell’impegno del bambino»². Questa visione era al centro della sua opera sull’istruzione primaria, sviluppata nel corso del suo incarico di direttore per l’istruzione primaria al Ministero. Esperienza che vide la sua conclusione il 6 giugno 1924, quattro giorni prima dell’assassinio di Giacomo Matteotti, quando il Regime espresse apertamente la sua intransigenza totalitaria e Lombardo Radice decise di abbandonare la sua collaborazione al governo per essere reintegrato nella carriera universitaria. Relativamente a questa impostazione attivistica di Lombardo Radice è possibile riconoscere nel fondo archivistico in esame, molta documentazione fotografica in parte relativa ai metodi Agazzi e Montessori: le fotografie, non datate, probabilmente inviate su richiesta di Lombardo Radice, provengono da due istituti di Brescia e dell’Agro Romano, e ritraggono le attività dei bambini e l’ambiente in cui esse si sviluppano, ideato quale un luogo familiare, semplice e composto di materiali che fanno parte della quotidianità dei fanciulli.

¹G. Lombardo-Radice, Esame dei programmi per la scuola elementare e testo dei programmi ufficiali del 1923 e del 1924, Milano 1937.

²F. Cambi, Lombardo-Radice Giuseppe, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 65, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 2005, p. 541.




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Scuola la Montesca, Città di Castello (Perugia). Foto Villoresi, Città di Castello. Archivio Storico Indire, Fondo Giuseppe Lombardo Radice.
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Lezione all'aperto: l'oggetto confrontato col disegno, Nuovo asilo di Brescia con metodo Agazzi, Brescia, anni Trenta. Archivio Storico Indire, Fondo Giuseppe Lombardo Radice.
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Scuola rurale di Tre Cancelli, nell’Agro Pontino, Latina, anni Trenta. Archivio Storico Indire, Fondo Giuseppe Lombardo Radice.
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Nell'orto scolastico, Scuola maggiore di Stabio (Canton Ticino), anni Venti. Archivio Storico Indire, Fondo
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Giuseppe Lombardo Radice ritratto con la sua classe di Tirocinio della Scuola Normale, Palermo, 1907. Archivio Storico Indire, Fondo Giuseppe Lombardo Radice.