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Socialità

Il paradigma della separazione educativa rimane in auge per quasi due secoli: per non rallentare i “sani”, i “normali”, chi ha delle difficoltà deve essere educato in luoghi speciali. Ma la centralità dei processi di socializzazione viene infine compresa: non si impara nell’isolamento e nella segregazione ma in contesti inclusivi. Le differenze, a scuola, sono una risorsa per tutti.




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Esercizi psicomotori con la musica, Scuola speciale di Stato (Croce Rossa Italiana) Mergozzo (VB), anni Cinquanta.
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Lezione informale in aula ‘atelier’, Centro Internazionale L. Malaguzzi, Reggio Emilia, 2015. Foto G. Moscato, Indire.
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Girotondo, scuola materna, 2011, in «Sindrome down notizie» n.1.11, Associazione italiana persone down Onlus.
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Girotondo in cortile, Scuola medico-pedagogica Tortona (AL), anni Cinquanta.
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Nell’azzurro, tra i merletti del Duomo di Milano, riconoscimento tattile, anni ‘60. Foto Vianini. Archivio Fotografico Istituto dei Ciechi di Milano-Museo Louis Braille.
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Lezione nel frutteto, Scuola elementare all’aperto Sante de Sanctis per alunni anormali psichici, Milano, anni Trenta.
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Ricreazione insieme, scuola materna, 2011. In «Sindrome down notizie» n.1.11, Associazione italiana persone down Onlus.
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Campagna di Fondazione Pubblicità Progresso, a difesa della disabilità, 1977-1978. Agenzia Publinter WPT, Casa di produzione B.R.W. e Erre Tre.
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Lezione di canto corale, Scuola medico-pedagogica Tortona (AL), anni Cinquanta.
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Lavoro manuale, Scuola medico-pedagogica Tortona (AL), anni Cinquanta.