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3. Il delitto

Riscoprire Giacomo Matteotti non significa soltanto illuminare la figura del primo vero oppositore di Mussolini ma anche parlare dell’ascesa della politica fascista e il progressivo diffondersi di una violenza di regime, culminata nella morte del giovane segretario del partito socialista.

Nel marzo 1921 Giacomo è oggetto di un sequestro e di violenze. Qualche anno più tardi, 10 giugno 1924, viene rapito mentre esce di casa a piedi per dirigersi verso Montecitorio: mentre percorre il lungotevere Arnaldo da Brescia, secondo le testimonianze raccolte, un’auto si ferma ad aspettarlo. A bordo i suoi aggressori identificati, in seguito, come i membri della polizia politica: Amerigo Dumini, Albino Volpi, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Amleto Poveromo. Due dei cinque aggressori scendono dall’auto e si gettano addosso al deputato che riesce a divincolarsi, per questo motivo interviene un terzo uomo che lo colpisce stordendolo. I tre lo caricano poi in auto, ripartendo a tutta velocità. 

All’interno dell’auto si scatena una violenta colluttazione. Nel caos, Matteotti riesce a lanciare fuori dal finestrino il suo tesserino da parlamentare, che viene rinvenuto da due contadini nei pressi del Ponte del Risorgimento. Non riuscendo a controllarlo, dopo un po’ Giuseppe Viola estrae un coltello e ferisce Matteotti all’ascella e al torace, causandone la morte dopo un’agonia di diverse ore.

Il gruppo vaga per la campagna romana fino a giungere, verso sera, alla Macchia della Quartarella, un bosco nel comune di Riano, situato a 25 chilometri da Roma. In quel luogo, usando il cric dell’auto, seppelliscono il corpo di Matteotti, piegato in due. Successivamente, fanno ritorno a Roma dove lasciano la vettura in un garage privato. Immediatamente informano Filippelli e De Bono di quanto accaduto e poi si allontanano cercando di occultare la loro presenza.

Il cadavere di Matteotti viene ritrovato, in maniera casuale, a due mesi dalla scomparsa, il 16 agosto 1924, nel bosco della Quartarella. Ad imbattersi è il cane di un brigadiere dei Carabinieri in licenza nei pressi delle campagne di Riano. Essendo trascorsi ormai due mesi dalla scomparsa, per il riconoscimento del cadavere si rende necessaria una perizia odontoiatrica. 

Note alle immagini
1. Locandina del film Il delitto Matteotti del 1973 basato sui fatti reali del delitto Matteotti e delle sue conseguenze.
2. Ricostruzione dell’uccisione di Giacomo Matteotti. Il cortometraggio inizia con immagini di repertorio delle squadracce fasciste in azione e termina con il ritorno della salma di Matteotti al suo paese natale, Fratta Polesine.
Il delitto Matteotti
3. L’automobile Lancia Lambda utilizzata per rapire l’onorevole Matteotti il 10 giugno 1924.
4. Gli aggressori sono Amerigo Dumini, Augusto Malacria, Amleto Poveromo, Giuseppe Viola, Albino Volpi, componenti della cosiddetta “Ceka” o “banda del Viminale”, e dipendono da Cesare Rossi, capo dell’Ufficio Stampa di Mussolini e da Giovanni Marinelli, segretario amministrativo del Partito fascista.
5. Pluripregiudicato, è stato probabilmente Albino Volpi a infliggere la coltellata fatale a Matteotti.
6. Il 27 giugno 1924 la “scomparsa” di Matteotti viene commemorata in tutt’Italia con dieci minuti di raccoglimento. Nel luogo del rapimento una folla si raduna per lasciare un fiore o un pensiero.
7. Sulla prima pagina del quotidiano Il Popolo del 24 giugno 1924 si fanno ipotesi sul rapimento avvenuto da poco.
8-9. L’opinione pubblica appare profondamente scossa e anche quella parte della stampa che aveva dimostrato incertezza e compiacenza finisce per condannare i metodi del fascismo. Da ogni parte si levano voci solenni di condanna e di deplorazione. Scrive Antonio Gramsci «La convinzione che il regime fascista sia responsabile dell’assassinio del deputato Giacomo Matteotti, così come è pienamente responsabile di innumerevoli altri delitti non meno atroci e nefandi, è ormai incrollabile in tutti. L’indignazione sollevata da un capo all’altro dell’Italia dal nuovo misfatto è rivolta contro tutto un regime che si regge e si difende con organizzazioni brigantesche».
10-12. Il corpo di Giacomo Matteotti viene ritrovato il 16 agosto 1924, in un bosco vicino a Roma. Questo evento scatena una crisi politica senza precedenti in Italia. Il corpo viene trasferito momentaneamente nel cimitero di Riano dove il 18 si procederà all’identificazione da parte dei cognati. Il governo fascista tenta inizialmente di minimizzare l’accaduto ma il crescente sdegno dell’opinione pubblica, insieme alle pressioni internazionali, costringe Mussolini a prendere delle misure.
13-15. Il corpo viene trovato una buca piegato in due e coperto di foglie e terriccio. È Ovidio Caratelli, brigadiere dei carabinieri in licenza, grazie all’aiuto della sua cagnetta Trapani, a farne la scoperta.
16- 20. Il 20 agosto la bara venne portata alla stazione ferroviaria di Monterotondo (paese a 15 chilometri circa da Riano) e caricata in un vagone merci per essere trasferita a Fratta Polesine. Migliaia di lavoratori, operai e contadini assiepati ai bordi della ferrovia renderanno omaggio in silenzio alla salma del deputato socialista barbaramente trucidato dai fascisti.
21. Il giorno prima dei funerali Velia Matteotti, scrive al ministro dell’Interno Federzoni chiedendo che al funerale non fossero presenti esponenti del Pnf e della Milizia: «Chiedo che nessuna rappresentanza della Milizia fascista sia di scorta al treno: nessun milite fascista di qualunque grado o carica comparisca, nemmeno sotto forma di funzionario di servizio. Chiedo che nessuna camicia nera si mostri davanti al feretro e ai miei occhi durante tutto il viaggio, né a Fratta Polesine, fino a tanto che la salma sarà sepolta. Voglio viaggiare come semplice cittadina, che compie il suo dovere per poter esigere i suoi diritti; indi, nessuna vettura-salon, nessun scompartimento riservato, nessuna agevolazione o privilegio; ma nessuna disposizione per modificare il percorso del treno quale risulta dall’orario di dominio pubblico. Se ragioni di ordine pubblico impongono un servizio d’ordine, sia esso affidato solamente a soldati d’Italia».(la lettera di Velia Matteotti sarà pubblicata sul Corriere della Sera del 20 agosto 1924).
22. The Illustrated London News 28 giugno 1924 p. 29



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1. Florestano Vancini, Il delitto Matteotti, 1973
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2. Il delitto Matteotti, VIDEO AAMOD
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3. L'automobile Lancia Lambda utilizzata per rapire l'onorevole Matteotti il 10 giugno 1924, Rai Cultura- Storia
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4. Amerigo Dumini, militare e criminale italiano, a capo della squadra fascista che sequestrò e uccise Giacomo Matteotti, Rai Cultura- Storia
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5. Albino Volpi pluripregiudicato, è stato quasi certamente lui a infliggere la coltellata fatale a Matteotti, Rai Cultura- Storia
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6. Lungotevere Arnaldo da Brescia a Roma, il luogo dove Matteotti viene aggredito e portato via da alcuni sicari fascisti, Rai Cultura- Storia
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7. La prima pagina del quotidiano Il Popolo, del 24 giugno 1924, si fanno ipotesi sul rapimento avvenuto da poco
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8. Prima pagina de L'Unità che accusa il governo di Mussolini della sparizione di Matteotti
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9. L’avvenire del lavoratore, 5 luglio 1924
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10. Le ricerche di Matteotti dopo la sparizione. Il corpo verrà ritrovato due mesi dopo il sequestro, Rai Cultura-Storia
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Il luogo del ritrovamento del cadavere del deputato socialista Giacomo Matteotti. Il corpo viene rinvenuto il 16 agosto del 1924, due mesi dopo il rapimento, per caso in un bosco vicino Roma, Rai Cultura-Storia
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11. La bara contenente il corpo di Giacomo Matteotti viene portata al cimitero di Riano per l'autopsia, Riano, dintorni, Fondazione Alinari per la Fotografia - FAF Toscana.
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12. Il luogo del rinvenimento del corpo di Matteotti nel bosco della Quartarella vicino Roma, Fondazione di Studi Storici Filippo Turati
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13. Il luogo del rinvenimento del corpo di Matteotti nel bosco della Quartarella vicino Roma, Fondazione di Studi Storici Filippo Turati
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14. La giacca e i pantaloni di Matteotti trovati in una valigia di Amerigo Dumini, uno dei sicari, tagliati in venti pezzi, Fondazione di Studi Storici Filippo Turati
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15. Uomini trasportano la cassa contenente il corpo di Giacomo Matteotti ritrovato in un tunnel nei pressi di Roma, Fondazione Alinari per la Fotografia - FAF Toscana
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16. La bara di Giacomo Matteotti arriva a Roma, Fondazione Alinari per la Fotografia - FAF Toscana
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Filippo Turati (1) e Claudio Treves (2) a Riano per il riconoscimento ufficiale, Fondazione di Studi Storici Filippo Turati
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17. Fratta Polesine 20 agosto, ore 5.10: l’arrivo del convoglio alla stazione, Fondazione di Studi Storici Filippo Turati
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18. L’omaggio popolare al passaggio della bara contenente il corpo di Giacomo Matteotti, Fondazione di Studi Storici Filippo Turati
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19. Isabella Matteotti con Titta Ruffo davanti alla camera ardente allestita nell’abitazione di Giacomo Matteotti, Fondazione di Studi Storici Filippo Turati
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20. London News 28 giugno 1924 p. 29