La mostra Genere, lavoro e formazione tecnica (1928-1968) nasce con l’intento di ripercorrere l’evoluzione dell’istruzione tecnica femminile attraverso una narrazione visuale che, con le sue luci e le sue ombre, renda omaggio a quelle ragazze di generazioni differenti che tra il ventennio fascista e i primi decenni della Repubblica hanno intrapreso tali percorsi di studio per la propria realizzazione professionale ed economica.
Le fotografie storiche svelano sovente la stereotipizzazione per genere in questo ambito e i primi tentativi di superare tale visione tradizionale del femminile negli anni Sessanta, con l’ingresso delle ragazze negli istituti tecnico-industriali un tempo riservati unicamente ai ragazzi.
L’ultima sezione dell’esposizione è dedicata al presente, con un focus sugli Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy) che erogano percorsi terziari professionalizzanti e in cui ancora emerge un divario di genere che si pone come grande sfida da affrontare nei prossimi anni.
Approfondimenti
>Verso l’istruzione di massa: consulta i diagrammi
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Coordinamento
Pamela Giorgi
Progetto scientifico a cura di
Maria Beatrice Bacci, Rubina Bazzani, Eloisa Betti, Pamela Giorgi, Giuditta Maria Giulianelli, Chiara Martinelli, Valentina Pedani, Irene Zoppi, Antonella Zuccaro
Traduzione testi
Rubina Bazzani, Giuditta Maria Giulianelli
Progetto allestitivo
Arch. Efisio Corongiu, Arch. Marco Gigliotti
Grafica
Paolo Curina con la collaborazione di Martina Trevisani e Andrea Aldini
Comunicazione
Fabiana Bertazzi, Patrizia Centi, Luisa Ingrassia, Luca Rosetti, Nicoletta Zagli
Materiali esposti
Archivio storico INDIRE, Archivio storico UDI Bologna
Materiali fotografici
Archivio storico INDIRE, Archivio Fotografico Museo del Patrimonio Industriale (Bologna), Archivio storico UDI Bologna, Archivio privato Katia Graziosi
Audio
Commento audio a cura di Andrea Bacci, a partire dalle interviste realizzate all’interno del progetto Genere, lavoro e cultura tecnica tra passato e futuro. L’introduzione è letta da Donatella Allegro, le musiche sono di Daniele Branchini
Si ringraziano
Benedetto Fragnelli, Maura Grandi, Katia Graziosi, Marta Magrinelli, Claudia Padovani, Associazione Archivio Storico Olivetti di Ivrea, Gian Michele Alessio Zoeddu
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